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martedì, 22 febbraio 2005
UBCD
è un CD avviabile, che contiene software per
riparare/ripristinare/diagnosticare una vasta gamma di problemi. Tutto
il software che include è gratuito e per Windows. UBCD si appoggia a Bart’s PE,
ha supporto per la rete, per i volumi NTFS, antivirus, antispyware,
masterizzazione di CD, backup e clonazione, recupero di file
cancellati, recupero password, ecc. ecc.
Qui una lista del software incluso.
UBCD è basato su Windows XP, la creazione del CD ed il suo uso sono
perfettamente legali in quanto viene utilizzato il CD di XP in vostro
possesso.
Vediamo come procedere alla creazione di questo utilissimo strumento:
Intanto avete bisogno del CD di Windows XP, aggiornato a SP1 almeno. Se
il vostro CD è abbastanza recente ci sono buone possibilità che lo sia,
altrimenti sul sito di UBCD trovate un tutorial che vi aiuta.
Scaricate il pacchetto completo ed anche il pacchetto dei drivers aggiuntivi e procuratevi anche Bart’s PE (versione .zip) da qui.
Estraete Bart’s PE nella cartella c:\pebuilder, seguite questa nomenclatura per evitare problemi: i nomi della cartelle devono essere senza spazi.
Entrate in c:\pebuilder e cancellate la cartella plugins.
Lanciate l’eseguibile di UBCD4Win ed estraetela in c:\pebuilder, inoltre estraete il pacchetto dei drivers in c:\pebuilder\drivers.
Inserite il vostro CD di WinXP e lanciate pebuilder.
Accettate l’accordo di licenza e compilate la finestra successiva
controllando la lettera di unità del CD e abilitando la creazione di un
file ISO, per i quale dovete specificare un nome, facendo attenzione ad
aggiungere l’estensione .iso.
Ricontrollate la finestra e fate riferimento alla documentazione originale in caso di dubbi.
Cliccate sul tasto “Build” ed accettate gli accordi di licenza
proposti. L’elaborazione procederà per diversi minuti, mostrando il log
dell’avanzamento, ed al termine il vostro file ISO sarà pronto.
A questo punto potete creare il prodotto finito con il vostro programma
di masterizzazione, “bruciando” un CD con l’immagine ISO ottenuta.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:28 | link | commenti (1) tech
Dal sito di OpenSSH:
OpenSSH
è una versione libera del protocollo SSH, suite dei tool per la
connettività di rete…. Molti utenti che utilizzano telnet, rlogin, ftp
e altri programmi simili forse non sanno che la loro password viene
trasmessa attraverso la rete non criptata. OpenSSH cripta tutto il traffico
(password compresa) per eliminare a tutti gli effetti l’ascolto
passivo, l’hijacking della connessione e altri attacchi a livello di
rete. In più, OpenSSH fornisce una miriade di possibilità di tunneling sicuro, così come una varietà di metodi di autenticazione.
Di questo ottimo prodotto open source ne esiste una versione per Win32,
che installa il server OpenSSH, senza il bisogno di installare tutto il
pacchetto Cygwin. Fornisce i servizi di SSH/SCP/SFTP, e l’accesso via
terminale SSH presenta una shell del Prompt dei comandi.
E’ molto semplice installare il pacchetto e creare tunnel sicuri verso
la macchina server, vediamo il solito esempio della connessione al
desktop remoto(*). Funziona su tutte le versioni di Win32, tranne 95 e
98.
Procuratevi il pacchetto da installare sul server qui,
e lanciate l’installazione. Accettate tutti i defaults e procedete fino
alla fine. Aprite un prompt dei comandi e portatevi nella cartella di
installazione (dovrebbe essere c:\Programmi\OpenSSH). Dovete decidere per quali utenti abilitare l’accesso, di solito è meglio per il solo amministratore. Fate un cd bin, e usate mkgroup e mkpasswd per assegnare i diritti, seguendo la sintassi che trovate nel file quickstart.txt. Terminate facendo partire il servizio: net start opensshd.
Ricordate di aprire la porta TCP/22 sul router e/o firewall. Su XP SP2
aggiungete il servizio e la porta al firewall. Inoltre se non usate
l’utente administrator e siete su un controller di dominio, ricordate
di modificare le Group Policies in modo da permettere l’accesso
all’utente desiderato.
A questo punto passiamo al client: procuratevi PuTTY, il client SSH che vi servirà per la connessione e la creazione del tunnel.
Spostatevi sul client, lanciate PuTTY, inserite l’indirizzo IP o il
nome del server e nella sezione SSH –> Tunnels —> source port: 3389, destination: 127.0.0.1:3389, tipo: local.
Cliccate su Open, cliccate su Yes,
se appare una dialog box che chiede di aggiungere la chiave, inserite
poi nome utente e password. Se tutto è andato a buon fine vedrete il
prompt dei comandi della macchina remota, sul quale potete lavorare
tranquillamente.
Per sfruttare il tunnel creato usiamo la Connessione a Desktop Remoto, modificata come ho scritto qui. Lanciate il programma ed effettuate la connessione verso 127.0.0.1. Ecco il vostro desktop remoto, tunnellato su di una connessione sicura!
Per creare tunnel verso altri servizi è sufficiente aggiungerli prima
della connessione, e poi dal client puntare all’indirizzo 127.0.0.1.
OpenSSH installa anche un server sftp, una versione sicura di ftp che
non manda le password in chiaro, potete usare diversi client per
connettervi, io uso WinSCP, open source. Si usa come un client ftp normalissimo.
Qualora si volesse creare un tunnel verso un PC diverso dal server
OpenSSH, ma da lui raggiungibile, basterà creare il tunnel specificando
l’indirizzo IP locale della macchina di destinazione.
La cosa bella è che il tunnel viene creato “al volo” sul client ad ogni
connessione, e non devo configurare nulla sul server, comodo no?
(*) Naturalmente la connessione a desktop remoto su Windows NT non esiste.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:27 | link | commenti tech
Mi è capitato di dover accedere
remotamente ad un PC collegato tramite la rete Fastweb. A causa
dell’architettura Fastweb è impossibile o costoso pubblicare porte TCP
relative a servizi che “girano” sul proprio PC. Non potendo accedere
dall’esterno alla porta TCP/5900, il controllo remoto tramite Ultr@VNC è impossibile, nella modalità tradizionale.
Ma esiste una soluzione, nel caso in cui il PC “controllore” possa aprire la porta TCP/5500.
Installate Ultr@VNC sul PC fastweb e configuratelo come server. E’
molto semplice, basta installare e scegliere una password, dopodichè
lanciare il server. Sull’altro PC installate il programma, lanciate il
visualizzatore in “listen mode” (c’è un’apposita voce nel menu
programmi), e assicuratevi che la porta 5500 sia raggiungibile
dall’esterno. A questo punto, sul PC fastweb, cliccate con il destro
sull’icona nella systray (vicino all’orologio n.d.r.) e scegliete “Add
New Client. Nel campo “Host Name” inserite l’indirizzo IP del PC
“controllore”, e la connessione verrà stabilita.
Unica limitazione: in questa modalità sembra impossibile usare il plugin MSRC4, per crittare la tramissione dei dati
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:23 | link | commenti (2) tech
 Grazie ad Apock, ieri ho scaricato la beta del nuovo antispyware di Microsoft.
Il file pesa circa 6 mega, contrariamente a quanto sembra non è
necessario far controllare la licenza di XP a Microsoft prima di
procedere al download, basta rifiutare.
Le caratteristiche principali sono: la protezione in tempo reale,
l’aggiornamento automatico e la completezza delle informazioni
tecniche, superiore a tutti i prodotti gratuiti che ho visto sinora.
Il programma riunisce in sè le caratteristiche che fino ad oggi erano
su prodotti diversi. Nello specifico trovate le funzioni di Spybot Search and Destroy, AdAware, HijackThis, CWShredder, SpywareBlaster e SpywareGuard.
Per ciascuna delle aree coperte da questi, vengono fornite estese
informazioni relative alle “minacce” trovate nel sistema. A dispetto
dell’interfaccia minimalista, in realtà il programma offre un esteso set di funzioni ed è in grado di soddisfare anche l’utente più evoluto.
In particolare la gestione dei Browser Helper Object (BHO) è fatta molto bene, ed è particolarmente esaustiva.
Per adesso l’ho installato in un paio di PC e l’impressione che ne ho è buona. C’è da dire che sono miei PC, quindi sono macchine sostanziamente pulite, da vedere come si comporterà con programmi veramente tosti.
Sicuramente nessuno meglio di Microsoft è in grado di dire quali sono
gli ospiti indesiderati del nostro sistema operativo, grazie anche al
solito set di API non documentate che si rifiuta di comunicare al
mondo, e che quasi certamente vengono usate qui in gran quantità.
La protezione in tempo reale occupa circa 10 mega di ram, e se si rivelasse efficace mi sembra un ottimo compromesso.
Vorrei vedere lo stesso impegno per rendere nativamente più sicuri
tutti i prodotti Microsoft, e voglio sperare che questo prodotto
rimanga gratuito, visto che cura le magagne che la congenita
vulnerabilità di Internet Explorer si porta dietro da anni.
Appena riesco a provarlo su un Pc disastrato vi faccio sapere come va veramente.
Adottate le normali precauzioni che si usano nel caso di programmi in
beta e assicuratevi di sapere cosa state facendo mentre eliminate i
files.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:21 | link | commenti tech
Riprendo questo interessante post di Hyle, che vi spiega come avere un blog “evoluto” con pochi semplici passi.
Vorrei proporre una variazione sul tema: fermo restando che Altervista vi serve per ospitare il vostro blog, potete utilizzare anche Blogger, specie adesso che è stato tradotto in italiano.
E’ sufficiente registrarsi, e, nel pannello delle preferenze,
specificare che il blog risiede su un server esterno. A questo punto vi
vengono richiesti i parametri per l’accesso FTP ad Altervista (che ve
li ha mandati via mail), ed il gioco è fatto.
Addirittura potrete eliminare la barra che appare in alto in tutti i
blog di Blogger e non è obbligatorio nessun “adesivo” o riferimento
alla piattaforma.
Il vantaggio di questa soluzione: unisce la semplicità di una
piattaforma “pronta” (che non necessita di alcuna installazione) alla
“pulizia” di un blog ospitato su uno spazio personale. Naturalmente non
avete bisogno di alcun database.
Il giochino funziona bene anche se avete un dominio con uno spazio in hosting, tipo Aruba o WebPerTe o RegisterIT, tanto per citare tre esempi.
(Via RedRain)
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:20 | link | commenti (98) tech
 Mi sono trovato a dover aggiornare il firmware di uno ZyWall di qualche anno fa.
Nel corso degli aggiornamenti, ZyXEL ha modificato la dimensione
dell’immagine, con il risultato che è impossibile aggiornare il
firewall di una macchina “datata”, sia tramite la consueta interfaccia
via browser, sia tramite FTP.
L’unica soluzione, in questo caso, è trovare il cavetto seriale
dell’apparecchio e effettuare l’aggiornamento via console, e uploadare
il firmware via protocollo Xmodem. Ho usato Hyperterminal e funziona
benissimo. Come vedete bastano poche righe per spiegare la cosa; perchè
il sito della ZyXEL non ne fa il minimo accenno? L’ho dovuto capire da solo dopo essermi sbattuto tutta la mattina….
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:18 | link | commenti tech
 In seguito al mio post su The Open CD, ho avuto una segnalazione di un progetto analogo del Politecnico federale di Losanna.
La raccolta si chiama GNUWin II, e ne potete scaricare la ISO qui.
Il contenuto sembra ancora più nutrito di The Open CD, se possibile, e la lista dei programmi è impressionante. Naturalmente si tratta di prodotti esclusivamente open source.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:16 | link | commenti tech
 Ho
scoperto un nuovo spyware/malware/adware particolarmente appiccicoso e
nocivo, condivido la soluzione che ho trovato per estirparlo…..
Ho riscontrato la sua presenza solo su Windows XP, per adesso.
Purtroppo, per ora non esiste un tool per la rimozione, che va fatta
manualmente. La cosa richiede una certa pratica e non credo sia alla
portata di tutti, spero comunque di poter aiutare il maggior numero di
persone. Per trovare questa procedura ci ho messo giorni e non è detto
che sia risolutiva, fate attenzione a ciò che cancellate e controllate
bene tutto.
Accertatevi di avere fatto tutto quello che è descritto qui.
Sintomi:
apparizione di finestre di IE, senza menu, con contenuti commerciali
tipici della categoria: suonerie, logi, sfondi, ecc, ecc. Apparizione
di una finestra simile ad una applicazione antivirus, chiamata
SuperScan, che invita a premere un pulsante per iniziare una scansione.
Saturazione della banda di rete a causa delle innumerevoli connessioni
in uscita verso la porta 445 dirette ad indirizzi IP casuali ed anche
della subnet. Quest’ultimo comportamento è peculiare: anzitutto sembra
che lo spyware cerchi di replicarsi alla maniera di un virus, inoltre
la banda consumata è tale da bloccare anche le connessioni delle altre
macchine, anche se pulite. Sono portato a pensare che si possa
replicare perchè “l’infezione” si è propagata come un virus su tutta
una subnet.
Nella lista dei processi attivi vengono inserite diverse voci: le più ricorrenti sono: msa, kalv*.exe, powerscan.
La cosa fastidiosa è che se anche cancellate i processi e li rimuovete dall’avvio e dal registro, si ripresentano puntualmente all’avvio successivo!
Norton Antivirus non lo considera neppure ed i normali strumenti, che trovate descritti qui, non funzionano senza procedure particolari che vedremo.
Questa schifezza viene individuata come una serie di spyware con i nomi
di: SuperScan, EliteToolbar, SideFind, Optimizer, WebRebates, ed alcuni
altri, tutti assieme o a gruppi di essi.
Strumenti necessari: AdAware, Spyware Blaster, Security Task Manager (consigliato, ma non strettamente necessario), SpyBot, XP Process Explorer
Rimozione: La prima, indispensabile operazione è disattivare il Ripristino configurazione di sistema.
Controllate tramite il comando netstat -ano
(non ridete), se il computer sta tentando una quantità di connessioni
verso indirizzi IP random sulla porta 445, ed eventualmente killate il
processo che le produce, tramite il task manager. (Gaspar Torriero vi spiega come fare).
Tramite XP Process Explorer e/o Security Task Manager, terminate quanti
più processi potete, cominciando da quelli sospetti, fino a lasciare
solo quelli di cui siete assolutamente sicuri.
Adesso installate ed aggiornate Spyware Blaster, che aggiunge i siti
pericolosi nella zona rossa di IE, impedendo l’esecuzione di codice
sospetto dai suddetti siti. Questo programma ha il vantaggio di non
essere residente e quindi non consuma risorse; di contro la versione
gratuita non prevede il “live update”, quindi l’aggiornamento va fatto
a mano.
Installate, aggiornate e fate girare sia AdAware che SpyBot, avendo
cura di selezionare “full system scan” per il primo e per il secondo
attivare la modalità avanzata e attivare la visualizzazione dei
pulsanti avanzati.
Dopo aver ripulito quanto possibile con questi strumenti, aggiornate
all’ultimo service pack e fate tutti gli aggiornamenti di sicurezza sul
Windows Update (*).
Adesso controllate che l’antivirus sia aggiornato e riavviate il PC in modalità provvisoria.
Una volta in modalità provvisoria, attivate la visualizzazione dei file
nascosti, di quelli di sistema e delle estensioni dei files.
Usate il find per trovate tutte le cartelle Temp e Temporary Internet
Files e svuotatele tutte. Cercate anche tutte i seguenti files e
cancellateli tutti: elite*.*, kal*.exe, sidefind*.*, msa*.exe, powerscan*.*, optimize*.*, sah*.*, doolsav.dat.
Cancellate, se esiste C:\Documents and Settings\All User\Dati Applicazioni\SecTaskMan.
Adesso fate girare nuovamente AdAware, SpyBot ed anche l’antivirus (ve lo avevo detto che era lungo e noioso?).
Se SpyBot vi segnala che non riesce a togliere qualcosa, controllate,
probabilmente sono solo chiavi di registro, che potete togliere a mano
immediatamente.
Cercate di non dimenticare nulla, pena la reinfezione completa del PC.
Potete far ripartire il PC, incrociando le dita e controllate tramite
XP Process Explorer e/o Security Task Manager di non avere più i
processi spyware/malware/adware.
Se l’operazione non avesse successo (mi è capitato), ripetete tutta la procedura da capo (nooooo!).
(*)Se qualcosa dovesse andare storto lo stack TCP potrebbe corrompersi, usate WinsockXPFix per risolvere il problema.
Aggiornamento: Giancarlo mi segnala questo tool di rimozione della Elite Toolbar creato da lui. E’ gratuito e lo potete scaricare qui. Appena lo provo vi faccio sapere.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:15 | link | commenti tech
The Open CD è una raccolta dei migliori programmi open source. Traduco liberamente dal sito:
Il
progetto OpenCD è teso ad offrire anche agli utenti Windows i benefici
del Software Libero ed Open Source. Abbiamo incluso solo i programmi della migliore qualità,
che sono stati attentamente testati e che noi consideriamo adeguati per
un ampio bacino di utenti. Forniamo una descrizione ed alcuni screenshot,
in modo che possiate farvi un’idea di cosa fanno i programmi, prima di
installarli. Tutte queste applicazioni si installano e disinstallano
agevolmente senza lasciare tracce indesiderate nel vostro computer.
Avrete così la sicurezza di poterli provare senza danneggiare il vostro
sistema. Tutti i programmi sul disco sono distribuiti sotto una licenza
Open Source, la quale vi permette di usarli e distribuirli liberamente.
Potrete perfino modificare il codice sorgente, pubblicamente
disponibile, e distribuire la vostra versione, a patto che venga
distribuito anche il vostro codice e che gli autori originali siano
sempre citati.
Che dire, mi sembra chiarissimo. Scaricate l’immagine ISO e provate i programmi, vi assicuro che ne vale la pena.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:13 | link | commenti tech
Negli ultimi due anni mi è
capitato sovente di dover aggiornare un dominio NT4 ad uno Active
Directory Windows 2000 o 2003, e nell’ultimo periodo anche i
ritardatari si sono decisi ad effettuare la migrazione. Oltre alle ben
note caratteristiche introdotte dalla piattaforma, va segnalato che tra
un mese circa MS cesserà di fornire supporto per NT, e l’assenza di
aggiornamenti è un fattore critico. Inoltre ci sono problemi con le
nuove normative sulla sicurezza e la privacy che dovrebbero entrare in
vigore tra breve.
Dopo diverse migrazioni ho trovato un metodo abbastanza sicuro e veloce per effettuare l’aggiornamento.
Intanto tutte le migrazioni che ho fatto sono state effettuate in occasione dell’acquisto di un nuovo server, dato che, come ho già avuto modo di dire, un server che funziona non si tocca, ma si sostituisce quando è vecchio.
In un dominio NT, l’aggiornamento fa fatto partendo dal Primary Domain
Cantroller (PDC), seguito poi dai Backup Domain Controller (BDC), se ci
sono.
Naturalmente il server in attività è troppo vecchio per essere
aggiornato, ed inoltre non lo vogliamo assolutamente toccare finchè non
siamo sicuri del successo dell’operazione. D’altronde non voglio che il
nuovo server abbia un s.o. “sporco” che è stato caricato da un
aggiornamento. Ultima cosa: voglio assolutamente un backup del database
di dominio, se qualcosa andasse storto.
Per fare tutto questo ho bisogno di due PC abbastanza recenti da usare
rispettivamente come backup e “ponte” per l’aggiornamento, li
chiameremo A e B (*). Si procede così:
Come prima cosa fate un backup completo del server, non si sa mai.
Intallate NT4 server su A, rendendolo BDC del dominio, e sincronizzate
il database da “gestione server”. Controllate sui log l’avvenuta
sincronia, dopodichè scollegate A dalla rete e mettetelo da parte: è il
backup del database del dominio, che vi permette di ritirare su la
struttura se qualcosa va male.
Installate NT4 Server anche su B, rendendolo PDC, questa volta. Sincronizzate il dominio come avete fatto prima.
Adesso inizia la migrazione vera e propria. Aggiornate B da Windows NT 4 Server a Windows Server 2000/2003.
Al termine dell’aggiornamento, se tutto è andato a buon fine il dominio
è già migrato, ed è in modalità mista. Durante l’aggiornamento la rete
continua a funzionare, tranne che per un breve periodo durante il
riavvio dei servizi di rete sul server.
Adesso potete preparare il vostro nuovo server con Windows 200x. Rendetelo Domain Controller (DC) tramite un dcpromo.
Il vostro dominio AD al momento ha 2 DC. Configurate molto attentamente
il servizio DNS. Controllate lo stato del dominio e della sua
replicazione tramite dcdiag. Tornate sulla macchina B e abbassatela a server membro, usando sempre dcpromo. Ricontrollate dcdiag,
spegnete la macchina B e rimuovetela dal dominio e dall’elenco dei DC.
Spegnete e rimuovete dal dominio anche il vecchio server, che a questo
punto non serve più.
Ecco fatto: il dominio è migrato. Se avete anche dei BDC potete tenerli così, oppure sostituirli.
Adesso terminate l’installazione dei servizi di cui avete bisogno. (Una guida qui.)
Se qualcosa andasse storto, in qualunque momento potrete ripristinare
il database del dominio staccando i server sui quali state lavorando,
riattaccando la macchia A e promuovendola PDC.
Sui client non va fatta nessuna operazione.
(*) In alternativa va bene una unica macchina e due dischi fissi da alternare.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:10 | link | commenti tech
Attenzione: ciò che
viene descritto in questo post potrebbe esporre il vostro PC ad
attacchi dall’esterno. Non provateci, se non sapete ciò che state
facendo.
DynDNS
è un servizio gratuito che permette di associare un dominio di terzo
livello al vostro indirizzo IP. Funziona anche e soprattutto per chi ha
IP dinamico, come la maggior parte dei navigatori casalinghi.
Scenario: avete una connessione ad internet via modem o ADSL, il vostro
provider vi assegna un indirizzo IP dinamico, cioè che cambia ad ogni
collegamento. Malgrado ciò volete rendere accessibile un servizio che
“gira” sul vostro PC, ad esempio un blog che avete in locale, un server
FTP, oppure un sito web: ad ogni connessione sarete costretti a
comunicare al mondo l’indirizzo IP, sempre diverso.
E qui il servizio Dynamic DNS
vi soccorre, basta registrarsi e scegliere il proprio dominio di terzo
livello, tra le 40 e passa scelte che avete a disposizione.
Dopo che avrete effettuato la registrazione, scegliete Add Host,
e create il vostro dominio. Al momento non è importante l’indirizzo IP
mostrato. Lasciate tutte le altre opzioni come sono e confermate.
Nella sezione Clients
troverete una serie di programmi che fanno tutti la stessa cosa:
automatizzano il processo di login e aggiornano l’indirizzo IP.
Sceglietene uno (io uso e vi consiglio DynDNS Updater),
configuratelo e lanciatelo, comunicherà a DynDNS che l’indirizzo IP
dinamico che vi è stato assegnato in questo momento corrisponde al nome
a dominio da voi scelto.
In questo modo il vostro PC sarà sempre raggiungibile tramite il nome.
Ricordate di configurare il vostro firewall personale oppure il Windows
Firewall, se lo avete, in modo da rendere disponibile all’esterno il
servizio scelto. Fate attenzione alle eventuali falle di sicurezza e
disattivate il tutto se non lo utilizzate.
Se utilizzate un router per la connessione controllate bene: molti
dispositivi includono già il supporto per questo tipo di servizi.
Naturalmente esistono anche altri che offrono questo servizio, ma DynDNS è il più utilizzato e soprattutto funziona molto bene.
P.S.
Questo servizio non funziona con l’utenza FastWeb, a causa della
particolare implementazione dell’accesso ad internet fornito da questo
provider.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:08 | link | commenti tech
Prendo spunto da questo post di Giulia, dove trovo un paio di commenti sarcastici e per nulla costruttivi. Il solito luogo comune che il Plug and Play non funziona.
La mia opinione è diametralmente opposta: per me è una delle cose migliori che abbia fatto Microsoft.
Spesso a questa tecnologia vengono imputati problemi che non sono i
suoi, i più comuni sono l’errata installazione delle periferiche e i
problemi di alimentazione della porte USB.
Plug and Play, per i dispositivi esterni, vuole dire che la periferica
funziona nel momento in cui io la connetto, che la connessione può
avvenire anche “a caldo”, cioè a computer acceso, e che il sistema
alloca automaticamente le risorse adeguate.
Nel caso di schede interne significa che la configurazione di IRQ e
indirizzo I/O base vengono fatti dal sistema e non a manina da me. Non
sapete cosa sono? Appunto, non lo sapete perchè non avete più bisogno
di saperlo. Nessuno si ricorda che 10/15 anni fa se si installava una
Sound Blaster, la porta parallela (stampante) smetteva di funzionare
perchè occupavano lo stesso IRQ?
Plug and Play non significa che non devo fare l’installazione. Prima faccio una corretta installazione, dopo posso utilizzare Plug and Play.
Il fatto che molte volte i driver della periferica siano già nel
database di Windows è incidentale, e contribuisce a semplificare ancora
di più le operazioni, ma non è la regola, specie con periferiche molto
recenti.
I motivi per i quali Plug and Play non funziona possono essere diversi, tra gli altri:
- PC infestato da virus, malware e/o spyware.
- Mancato rispetto delle procedure di installazione: leggere sempre il manuale prima
di fare qualunque cosa. Diversamente da quello che si potrebbe pensare,
si installano prima i drivers e poi si collega la periferica, non il
contrario.
- A volte la potenza fornita dalle porte USB non è
sufficiente ad alimentare la periferica, se questa non è dotata di
alimentazione autonoma. La potenza massima è indicata sul manuale del
computer. Spesso i portatili hanno questo problema, oppure hardware di
bassa qualità.
- L’installazione può richiedere qualche
minuto, anche se sembra che non stia succedendo nulla, non provare a
staccare e riattaccare la periferica, ma attendere che il sistema
segnali l’avvenuta installazione.
- Per alcune periferiche è meglio seguire la procedura corretta di scollegamento prima di staccare la periferica.
- Se si tratta di una scheda, asicuratevi che sia bene inserita nello slot, e che lo slot sia attivo.
- Drivers non funzionanti e/o scritti malamente. Provate a cercare un aggiornamento.
In
tutti questi anni non ho mai avuto un problema che si potesse veramente
imputare al Plug and Play, è sempre stata colpa dell’utente, dei
drivers, o dell’hardware di cattiva qualità.
Quindi, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare, prima di dire Plug and Pray è meglio controllare bene.
Aggiornamento: dimenticavo che oltre a IRQ e I/O base address, c’è anche il DMA.
postato da andreabeggi, 22/02/2005 17:05 | link | commenti tech
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